Santiago Aysine
El olvido es el disparo a la conciencia.
La memoria es el final de la inocencia.
Soplen fuerte para generar un viento
Que no deje que se eclipsen los recuerdos.
Que no quiere contemplarnos como ciegos.
Porque nunca se me va a curar la herida
De haber visto cómo se me iba la vida.
Almas púberes en busca de la gloria,
Se encontraban cara a cara con la muerte
A raíz de una vorágine traidora.
Que yo a cambio puedo dar mi escepticismo.
Que es aquel que ha de surgir en la desgracia
De sentirse un ingenuo desprotegido.
Y que el futuro sólo sea lo que viene
y no aquel karma que a mi pánico entretiene.
Pues la culpa es inquilina en mis entrañas.
Cuando, en realidad, los dueños de este dolo,
Son políticos de la peor calaña.
Sólo hay padres que no pierden la esperanza
De acabar la impunidad que es promotora
De una rabia que no da misericordia.
Nunca pagarán los costos que le implican.
Que se olviden de su intrepida malicia.
Y que nunca, que nunca se repita.
Que nunca, pero nunca se repita.
Que nunca, pero nunca, nunca se repita…
Que, yo a cambio, puedo dar mi escepticismo.
Que es aquel que ha de surgir en la desgracia
De sentirse un ingenuo desprotegido.
Y que el futuro sólo sea incertidumbre
Y no la lumbre que amplifique así mis miedos.
Reintégrenme el color que habitaba en los sueños,
Yo puedo dar un centenar de pesadillas.
Que son aquellas que dan luz a mi desdeño,
Y quieren empujar un sol que trastabilla.
Y que el futuro sólo sea incertidumbre
Y no la lumbre que amplifique así mi miedo.
Y no la nube que me impida ver el cielo.
Traduzione
L’oblio è un colpo alla coscienza.
La memoria è la fine dell’innocenza.
Soffia forte per generare un vento
che non permetta che i ricordi vengano oscurati.
Porto legna perché un fuoco non si spenga,
un fuoco che non vuole vederci ciechi.
Perché la ferita non guarirà mai
dall’aver visto la mia vita scivolarmi via.
Non dimentichiamo che in quella notte di dicembre,
anime puberali in cerca di gloria,
si trovarono faccia a faccia con la morte
a causa di un vortice insidioso.
Restituiscimi i sorrisi spontanei,
e in cambio potrò darti il mio scetticismo,
che è ciò che deve nascere dalla sventura,
dal sentirsi un’anima ingenua e indifesa.
E che il futuro sia solo ciò che deve venire,
e non quel karma che alimenta il mio panico.
Di notte, a letto, non sono solo,
perché la colpa è un inquilino nelle mie viscere,
quando, in realtà, i proprietari di questo inganno
sono politici della peggior specie.
Sembra che non sia servito a nulla.
Ci sono solo genitori che non perdono la speranza
di porre fine all’impunità che alimenta
una rabbia senza pietà.
Che coloro che credono di non dover mai pagare
il prezzo di tutto ciò ascoltino questo.
Che dimentichino la loro intrepida malizia.
E che non si ripeta mai più.
Che non si ripeta mai più.
Che non si ripeta mai più…
Restituiscimi i sorrisi spontanei,
e in cambio ti darò il mio scetticismo,
che è ciò che deve nascere dalla sfortuna
di sentirsi una persona ingenua e indifesa.
E che il futuro sia solo incertezza,
e non il fuoco che amplifica le mie paure.
Restituiscimi il colore che viveva nei miei sogni;
ti darò cento incubi,
che sono quelli che illuminano il mio disprezzo
e vogliono spingere un sole che inciampa.
E che il futuro sia solo incertezza,
e non il fuoco che amplifica la mia paura,
e non la nuvola che mi impedisce di vedere il cielo.